19 Dicembre 2023
15:00

Telemarketing aggressivo e truffe telefoniche: come riconoscerle e difendersi 

Le telefonate dei call center sono sempre più invasive? E come ci si può difendere da un’eventuale truffa telefonica? Vediamo insieme in cosa consiste il telemarketing aggressivo e come lo si può contrastare.

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Telemarketing aggressivo e truffe telefoniche: come riconoscerle e difendersi 
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Ognuno di noi avrà ricevuto, almeno una volta nella vita, un vero e proprio terrorismo telefonico da parte dei call center che, in maniera anche piuttosto insistente, avranno cercato di convincerci a cambiare il contratto telefonico o quello di prestazione energetica.

A volte però queste pubblicità aggressive vanno ben oltre l’essere dei fastidiosi contrattempi: spesso infatti si tratta di tentativi di truffa. Vediamo insieme come riconoscerli e cosa fare per contrastarli.

Cos’è il Telemarketing aggressivo?

Il telemarketing è una pratica che ha iniziato a diffondersi dalla seconda metà degli anni 80 e con cui le aziende compiono chiamate commerciali contattando i consumatori al fine di promuovere o vendere un prodotto o anche per sollecitare la conclusione di contratti di tipo telefonico o di prestazione energetica.

Queste telefonate possono essere compiute sia da operatori interni alle aziende, sia da call center esterni a cui le aziende si appoggiano.

Nel tempo però le modalità di chiamata sono divenute sempre più insistenti ed invasive, tanto da costituire un vero e proprio tipo di pubblicità telefonica aggressiva.

I call center da dove prendono i numeri di telefono?

Una domanda potrebbe sorgere spontanea: in che modo i call center si procurano i numeri telefonici degli utenti?

I modi possono essere molteplici, ad esempio:

  • tramite gli elenchi telefonici pubblici, esclusion fatta per i numeri iscritti nel Registro delle opposizioni (ROP);
  • facendone richiesta alle aziende che raccolgono numeri online. Anche in questo caso le finalità possono essere diverse: i contatti telefonici richiesti all’utente serviranno ad iscriversi a una mailing list oppure per partecipare a un concorso a premi. Questo permette alle aziende di profilare i clienti e, con i dati raccolti, effettuare telefonate mirate sui singoli e specifici interessi;
  • altre volte possono essere le stesse aziende a fornire ai call center, dietro il consenso degli utenti, i loro numeri di telefono. Consenso che spesso viene fornito inconsapevolmente, ad esempio accettando le condizioni generali di contratto di qualsiasi sito, autorizzando così il trattamento e la profilazione dei propri dati.Oppure accettando i termini e condizioni proposti nell’ informativa sulla privacy, ossia quel documento obbligatorio con cui le aziende dichiarano in che modo raccolgono e gestiscono i dati dei clienti.L’informativa, che spesso compare in un’apposita finestra in fondo a un sito, è frequentemente composta da pagine e pagine a cui l’utente acconsente senza averle davvero lette tutte.

Quando i call center reperiscono illegalmente i numeri di telefono

Purtroppo, a fronte delle suddette pratiche lecite, i call center possono procurarsi i numeri di telefono anche illegalmente, rubandoli dai database aziendali o comprandoli da aziende senza scrupoli che li vendono senza il consenso degli interessati.

Queste pratiche violano inevitabilmente la privacy e i dati personali di tutti, il cui trattamento nell’Unione europea è disciplinato dal GDPR, ossia il Regolamento n. 679/2016 e in Italia, dal Codice in materia di protezione dei dati personali, anche noto come Codice della privacy (D. lgs. n. 196/2003)

Nel “migliore” dei casi, queste pratiche possono limitarsi a successive televendite aggressive, con cui i call center paventano, ad esempio, un aumento del canone cercando di far passare l’utente ad una compagnia telefonica più conveniente; oppure inventando delle difficoltà nell’attivazione di un servizio per convincerlo a scegliere dei gestori più efficienti.

Invece nel peggiore dei casi, si potrebbe subire il vishing, che è un vero e proprio crimine informatico. Viene dall’unione di due parole: voice e phishing, e i truffatori lo usano per accedere ai dati personali o ai conti bancari dei singoli.

Elenco numeri pubblicità aggressiva

In generale esistono dei prefissi sospetti da cui sarebbe sempre bene guardarsi come

  • quello dell’Inghilterra (+44),;
  • del Kosovo (+383);
  • della Bielorussia (+375);
  • della Tanzania (+255);
  • della Tunisia (+216);
  • della Moldavia (+373).

Come riconoscere un tentativo di truffa

A volte però, riconoscere determinati prefissi potrebbe non bastare: i truffatori più scaltri riescono anche a falsificare il proprio numero e a imitare quello di enti affidabili come le Poste Italiane o istituti di credito per conquistare la fiducia del malcapitato e ottenere informazioni.

È la tecnica dello spoofing con cui vengono attuati una serie di stratagemmi tra cui:

  • fingersi un operatore di banca per riferire la sussistenza di un problema sul conto online e inviando un link via messaggio in cui inserire le credenziali del conto o della carta di credito. Mai inserire questi dati al di fuori del sito protetto della banca: prima di compiere qualsiasi operazione, contattare sempre la propria filiale per prevenire il rischio di fornire ai cybercriminali libero accesso ai propri risparmi;
  • lo stesso finto operatore potrebbe chiedere all’utente di scaricare applicazioni o programmi per “proteggere” il conto ma che in realtà servono ad accedere ai dati bancari;
  • fingersi un funzionario dell’ufficio di riscossione crediti per millantare l’esistenza di un debito d’imposta arretrato da pagare.

Molto diffusa è anche la “truffa del consenso”, durante la quale l’operatore registra la chiamata e cerca in tutti i modi di far pronunciare la parola “” all’utente. Lo scopo è quello di editare questa risposta, tagliandola ed estrapolandola dal suo contesto originario, per poi utilizzarla come consenso alla sottoscrizione di un contratto che il cliente non aveva alcuna intenzione di concludere.

Come tutelarsi dalle truffe telefoniche

Quando si riceve una chiamata da un numero sconosciuto, è fondamentale prestare attenzione al modo in cui si risponde, perché potrebbe trattarsi tanto di un’offerta seria, quanto di una truffa.

In questi casi è consigliabile cercare il mittente su Google tramite appositi siti che raccolgono e catalogano tutte le segnalazioni di numeri truffa, oppure installare sul cellulare delle applicazioni che deviano direttamente la chiamata o avvisano che si tratta di “numero scam”, così da poterlo ignorare e, successivamente, bloccare.

In generale ci sono delle accortezze che è sempre bene assumere, come:

  • prestare attenzione al prefisso;
  • evitare di rispondere "";
  • richiedere le condizioni per iscritto;
  • compiere una verifica con il proprio gestore;
  • non fornire dati sensibili.

Come bloccare le telefonate aggressive: Il ROP

Per evitare i disagi e rischi che il telemarketing aggressivo comporta, è stato istituito nel 2011 il Registro pubblico delle opposizioni (ROP). Si tratta di un portale a cui possono iscriversi gratuitamente tutti i titolari di utenze telefoniche, fisse e mobili, pubbliche e private, compresi gli indirizzi e-mail, per non ricevere più telefonate pubblicitarie.

L’attivazione del ROP non ha però dato i risultati sperati, dal momento che molti utenti hanno continuato a ricevere telefonate moleste anche dopo l’iscrizione. Questo perché il ROP ad oggi presenta diversi limiti, partendo proprio dalla modalità di iscrizione.

Questa infatti non avviene una tantum ma bisogna ricordare di rinnovarla ogni qualvolta si presti il consenso per il trattamento dei propri dati che, come spesso accade, può avvenire inconsapevolmente se non si legge con attenzione quanto si sta sottoscrivendo.

Inoltre il ROP non blocca le telefonate promozionali dalle aziende con cui si abbiano dei contratti ancora attivi e, soprattutto, non vincola i call center all’estero da cui proviene la maggior parte delle chiamate, né quelli abusivi che a prescindere, agiscono illecitamente e non rispettano le regole.

Come denunciare un operatore telemarketing che ti sta truffando

Se ci si accorge in tempo del tentativo di truffa, è possibile segnalare il numero da cui si è stati contattati all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni Elettroniche (AGCOM) e al Garante della privacy, autorità competente per la tutela della privacy e del trattamento dei dati personali, come disposto dall’art. 144 del Codice in materia di protezione dei dati personali: “Chiunque può rivolgere una segnalazione che il Garante può valutare anche ai fini dell'emanazione dei provvedimenti di cui all'articolo 58 del Regolamento. I provvedimenti del Garante di cui all'articolo 58 del Regolamento possono essere adottati anche d'ufficio”.

Se invece la truffa è andata a buon fine, bisognerà sporgere denuncia presso le forze dell’ordine affinché possano essere avviate le indagini.

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Arianna Pacilli
Creator
Laureanda in giurisprudenza, con profilo penalistico. Mi interessano le evoluzioni del diritto connesse alle nuove tecnologie e ai cambiamenti della società. Con Lexplain divulgo temi giuridici, affinché il diritto non risulti una materia astratta e comprensibile a pochi ma uno strumento necessario per muoversi nella vita di tutti i giorni.
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