video suggerito
video suggerito
31 Gennaio 2024
13:00

Diritto di precedenza sul lavoro: cos’è, quanto dura e come esercitarlo nelle assunzioni

Il diritto di precedenza sul lavoro è il diritto del lavoratore assunto a tempo determinato o con contratto stagionale o con contratto a tempo indeterminato e poi licenziato a essere preferito ad altri in occasione di una nuova assunzione relativa alle stesse mansioni.

49 condivisioni
Diritto di precedenza sul lavoro: cos’è, quanto dura e come esercitarlo nelle assunzioni
Avvocato
Immagine

Il diritto di precedenza sul lavoro è il diritto del lavoratore assunto a tempo determinato o con contratto stagionale o con contratto a tempo indeterminato e poi licenziato a essere preferito ad altri in occasione di una nuova assunzione relativa alle stesse mansioni.

Il diritto di precedenza deve essere espressamente previsto nella lettera di assunzione e si estingue dopo un anno dalla cessazione del rapporto di lavoro.

Nel caso in cui non venga rispettato il diritto di precedenza, il lavoratore può rivolgersi a un giudice per essere risarcito.

Vediamo in dettaglio cos’è il diritto di precedenza e quali lavoratori possono esercitarlo.

Cos’è il diritto di precedenza sul lavoro

Il diritto di precedenza sul lavoro è il diritto del lavoratore assunto a tempo determinato o con contratto stagionale oppure licenziato per riduzione di personale a essere preferito ad altri in occasione di una nuova assunzione relativa alle stesse mansioni.

La disciplina relativa ai contratti a tempo determinato e ai contratti stagionali è contenuta nel Decreto Legislativo 15 giugno 2015, n. 81, all’art. 24.

Viene disposto che, salvo diversa previsione dei contratti collettivi, il lavoratore assunto a tempo determinato, il quale abbia lavorato per un periodo superiore a sei mesi presso la stessa azienda, ha diritto di precedenza nelle assunzioni a tempo indeterminato effettuate dal datore di lavoro entro i successivi dodici mesi.

Il riferimento va alle assunzioni a tempo indeterminato che riguardino le mansioni già espletate in esecuzione del contratto a tempo determinato (o dei contratti a tempo determinato) da parte del lavoratore.

Per le lavoratrici,è inoltre previsto che il congedo di maternità concorre a determinare il periodo di attività lavorativa utile a conseguire il diritto di precedenza.

Alle medesime lavoratrici è altresì riconosciuto, il diritto di precedenza nelle assunzioni a tempo determinato effettuate entro i successivi dodici mesi, sempre con riferimento alle mansioni già espletate.

Al comma 3 viene inoltre stabilito che il lavoratore assunto a tempo determinato per lo svolgimento di attività stagionali ha diritto di precedenza rispetto a nuove assunzioni a tempo determinato da parte dello stesso datore di lavoro per le stesse attività stagionali.

Il comma 4 stabilisce, infine, che il diritto di precedenza deve essere espressamente richiamato nella lettera di assunzione, e può essere esercitato a condizione che il lavoratore manifesti per iscritto la propria volontà in tal senso al datore di lavoro entro sei mesi dalla data di cessazione del rapporto di lavoro o entro tre mesi, in ipotesi di lavoratori stagionali.

Il diritto di precedenza si estingue una volta trascorso un anno dalla data di cessazione del rapporto.

Per quanto riguarda il diritto di precedenza dei lavoratori licenziati, la legge 29 aprile 1949, n. 264, dispone che i lavoratori licenziati da un'azienda per riduzione di personale hanno la precedenza nella riassunzione presso la medesima azienda entro sei mesi.

In questa ipotesi, il lavoratore non ha l’obbligo di esercitare il diritto di precedenza per iscritto, poiché lo stesso opera in automatico.

Chi può esercitare il diritto di precedenza nelle assunzioni

Il diritto di precedenza nelle assunzioni può essere esercitato da:

  • lavoratrici e lavoratori assunti a tempo determinato con un contratto a tempo determinato che abbiano lavorato presso la stessa azienda per più di sei mesi;
  • lavoratrici e lavoratori assunti a tempo determinato con più contratti presso la stessa azienda per un periodo superiore ai sei mesi;
  • lavoratrici assunte con contratto a tempo determinato presso un’azienda per più di sei mesi e nel conteggio può rientrare anche l’eventuale congedo di maternità;
  • lavoratrici e lavoratori stagionali rispetto alle assunzioni che si vogliano effettuare per le stesse attività stagionali;
  • apprendisti: quando un apprendista viene confermato a tempo indeterminato al termine del periodo di formazione professionale, non si configura alcuna violazione del diritto di precedenza nei confronti degli altri lavoratori, poiché l’apprendista, in realtà, ha già firmato un contratto di assunzione a tempo indeterminato;
  • lavoratrici e lavoratori licenziati da un’azienda per riduzione di personale.

Quando esercitare il diritto di precedenza nelle assunzioni

Il diritto di precedenza può essere esercitato dal lavoratore o dalla lavoratrice (anche qualora abbia usufruito del congedo di maternità) entro sei mesi dalla cessazione del rapporto di lavoro ed entro tre mesi dai lavoratori stagionali.

Il diritto di precedenza si estingue una volta trascorso un anno dalla data di cessazione del rapporto.

Quanto dura il diritto di precedenza per i contratti a tempo determinato

Il diritto di precedenza per i contratti a tempo determinato dura un anno.

La legge stabilisce, cioè, che il diritto di precedenza si estingue una volta trascorso un anno dalla data di cessazione del rapporto.

Come esercitare il diritto di precedenza se l’azienda non lo rispetta

Il diritto di precedenza deve essere esercitato in maniera espressa dal lavoratore, per iscritto.

In sostanza, il contratto stipulato dal datore di lavoro in violazione del diritto di precedenza sarà pienamente valido.

La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con ordinanza del 2 novembre 2021, n. 31072 si è espressa in tal senso: “Il diritto del dipendente, che abbia prestato la propria attività lavorativa presso la stessa azienda in forza di contratti a tempo determinato scaduti, di essere assunto con precedenza ai sensi dell'art. 5, comma 4 quater, del d.lgs. n. 368 del 2001, qualora il datore di lavoro intenda optare per nuove assunzioni a tempo indeterminato, è condizionato alla previa espressione da parte sua di volontà "in tal senso", senza necessità del ricorso a formule sacramentali o del riferimento alla disposizione che lo prevede. (Nella specie, in applicazione di tale principio, la S.C. ha ritenuto che il riferimento del lavoratore all'assunzione "nei tempi e modi previsti dalle disposizioni di legge che regolano i rapporti di lavoro", unitamente alla manifestazione della volontà di essere assunto ed all'indicazione dei contratti intercorsi fra le parti, corrisponda in modo adeguato e sufficiente alle esigenze di certezza del diritto sottostante alla norma, pur in difetto di preciso riferimento alla disposizione legislativa citata)”.

In sostanza, il lavoratore che voglia esercitare il diritto di precedenza non è tenuto a utilizzare formule sacramentali.

Qualora l’azienda non rispetti il diritto di precedenza, il lavoratore potrà rivolgersi a un giudice per chiedere il risarcimento dei danni.

Non è invece prevista la possibilità, per il lavoratore, di chiedere che la nuova assunzione venga imposta al datore.

Il diritto di precedenza nei contratti stagionali

Anche con riguardo ai contratti stagionali viene previsto il diritto di precedenza.

Al termine del lavoro stagionale, entro i tre mesi successivi, il lavoratore può esercitare il diritto di precedenza con riguardo a eventuali nuove assunzioni stagionali relative alle medesime mansioni.

Che succede se il diritto di precedenza non è previsto dal contratto a tempo determinato?

Il diritto di precedenza deve essere espressamente previsto nella lettera di assunzione a tempo determinato.

Non è prevista, tuttavia, una sanzione espressa per la violazione di tale disposizione.

Vanno tuttavia ricordati i poteri ispettivi dell’Ispettorato nazionale del lavoro.

Come stabilito con Decreto Legislativo 23 aprile 2004, n. 124, all’art. 14, il personale ispettivo dell'Ispettorato nazionale del lavoro può adottare nei confronti del datore di lavoro un provvedimento di disposizione, nei casi in cui le irregolarità rilevate in materia di lavoro non siano già soggette a sanzioni penali o amministrative.

In pratica, l’ispettorato può ordinare al datore di lavoro di eliminare l’irregolarità riscontrata.

La violazione del diritto di precedenza del lavoratore: il risarcimento

La violazione del diritto di precedenza può comportare per il lavoratore il diritto a ottenere il risarcimento del danno subito.

Non è invece possibile essere assunti nuovamente.

Il contratto che il datore avrà concluso in violazione del diritto di precedenza, dunque, sarà pienamente valido.

Laureata con lode in giurisprudenza presso l’Università degli studi di Napoli Federico II. Ho poi conseguito la specializzazione presso la Scuola di specializzazione per le professioni legali, sono stata collaboratrice della cattedra di diritto pubblico comparato e ho svolto la professione di avvocato. Sono autrice e coautrice di numerosi manuali, alcuni tra i più noti del diritto civile e amministrativo. Sono inoltre autrice di numerosi articoli giuridici e ho esperienza pluriennale come membro di comitato di redazione. Per Lexplain sono editor per l'area "diritto" e per l'area "fisco". 
Sfondo autopromo
Segui Lexplain sui canali social
api url views